giovedì 22 novembre 2012

TORNA L'IPOTESI DI UNA CENTRALE A BIOMASSE



È notizia di questi giorni che è tornato in auge il vecchio progetto di realizzare una centrale a biomasse nel territorio di Tuscania.  Il luogo prescelto è la località Formigone, al confine con il territorio di Tarquinia. L’impianto è della Bioenergia e Ambiente srl di Tuscania, ha una taglia di 4,98 MW ed è alimentato a materiale legnoso. 

Il termine BIOMASSA evoca qualcosa di pulito, sostenibile e buono. In linea di principio è vero, infatti la combustione del legno può essere considerata "CO2 neutra", poichè l'anidride carbonica rilasciata in fase di combustione è pari a quella fissata dalla pianta, durante la crescita, mediante il processo di fotosintesi. Tuttavia, nel caso di grandi impianti, considerando le emissioni delle centinaia di Tir in più in circolazione tale saldo non è più neutro. 

lunedì 12 novembre 2012

IN TEMPI DI CRISI LA SOLIDARIETÀ CAMMINA

 

Oggi vogliamo parlare di Politica, quella con la “P” maiuscola. Quella che deve servire a risolvere i problemi delle persone comuni, non ad arricchire schiere di “soliti noti”,quella che si fa dal basso, dando quelle informazioni che servono per creare una nuova consapevolezza e un nuovo modo di partecipare attivamente per fare gli interessi della propria comunità. Ebbene tale Politica, proprio perché pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita ed ha come protagonisti gli stessi che ne beneficeranno, partorisce sempre buone idee.
 
Attualmente viviamo in una situazione economico-sociale molto instabile dovuta ad una crisi economica dettata dall’alto, ma che ogni giorno fa vittime nel basso. Tuscania purtroppo non è immune a questa crisi. Basta fare una passeggiata per le vie cittadine per vedere serrande chiuse e locali vuoti con i cartelli “affittasi”o“vendesi”. Sempre più attività commerciali sono costrette a chiudere sia perché i soldi da spendere sono sempre meno sia perché per risparmiare si va a fare spesa a Viterbo nei centri commerciali. Il risultato è che i soldi spesi dai tuscanesi non rimangono nel paese, ma vanno via seguendo le strade della grande distribuzione. Un altro risultato di questo stato di cose, se si vuole ancor più negativo, è la migrazione di tutti quei giovani che potrebbero avere in mente la “malsana” idea di aprire un’attività.
 
In tv continuano a parlarci di “spread”, crisi e debito pubblico senza fornirci una vera soluzione al problema. Il sistema economico e monetario che ci hanno imposto è un meccanismo presentatoci in maniera tanto complessa da farci arrivare alla conclusione di accettarlo passivamente. Bisognerebbe aprire una lunga discussione sulla sovranità monetaria e sul potere delle banche centrali, ma non è di questo di cui vogliamo parlare oggi.
Vogliamo porre l’attenzione su un’idea nata alcuni anni fa e che man mano sta prendendo piede in tutta Italia: il progetto SCEC.