venerdì 27 settembre 2013

DEARSENIFICATORE DELLE QUERCETTE: NUOVI AGGIORNAMENTI

Un’ulteriore prova convalida le nostre affermazioni rilasciate giorni fa sul dearsenificatore delle Quercette. La lista che vedete è estratta dalla sezione ufficiale della Regione Lazio riguardante l’emergenza arsenico. Come potete vedere, i dati sono aggiornati al 24 settembre ed indicano che tutte le varie fasi gestite dalla Regione Lazio sono terminate con esito positivo
Si fa riferimento ovviamente anche al posizionamento del gruppo elettrogeno (considerato come lavoro extra) ed alla fase di lavaggio filtri e immissione in rete dell’acqua trattata. Noi continuiamo a chiederci quali oscuri motivi impediscano la messa in funzione dell’impianto ricordando, ancora una volta, che tra pochissimi giorni (30 settembre) scadrà l’ennesima proroga di 90 giorni richiesta dalla Regione Lazio per terminare i lavori. Dopodiché ci ritroveremo nella stessa situazione di 3 mesi fa con il pericolo, paventato anche dalla stampa, di vedere chiusi i rubinetti.

lunedì 23 settembre 2013

RACCOLTA DIFFERENZIATA: QUALCOSA FINALMENTE SI MUOVE

La raccolta differenziata a Tuscania, lentamente, compie i suoi primi passi. Infatti  dalla Delibera di Giunta n° 180 del 14/09/2013 apprendiamo che a breve dovrebbe partire la prima fase del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti urbani. Si tratta del consueto e necessario periodo d’informazione e sensibilizzazione dei cittadini ancor prima di cominciare materialmente la raccolta. Abbiamo sostenuto più volte l’importanza di questa azione volta a rivoluzionare il concetto di rifiuto. 

Dalla delibera si apprende che l’amministrazione ha scelto di far svolgere questa fase al “Consorzio di Funzioni per la Tutela e la Salvaguardia alle Persone e all’Ambiente” istituito tra i Comuni di Tuscania, Arlena di Castro, Piansano e Tessennano. In particolare, si legge che alcune unità di personale del Consorzio si occuperanno fino alla fine dell’anno di “curare gli aspetti di sensibilizzazione, informazione, pubblicizzazione e distribuzione all’utenza del materiale occorrente per la raccolta (sacchi biodegradabili e comportabili diversificati per i vari tipi di immondizia, sacchi in HPDE, mastelli di diversi colori per indifferenziato, organico, vetro e barattolame, sottolavelli areati ecc.) peraltro già approvvigionato”. 

Quel materiale approvvigionato che alcuni mesi fa, a causa della poca informazione in merito, ci aveva portati a porre alcune domande su questa tematica molto sentita dai cittadini. Ci piacerebbe che ad esse venisse data una risposta e che venissero fornite maggiori informazioni sulle modalità della raccolta differenziata, sulla gestione e soprattutto sugli effettivi costi gravanti sulle casse comunali. Ricordiamo che il Comune di Tuscania ha ricevuto dalla Provincia di Viterbo un finanziamento di € 146.178 e che un altro finanziamento è stato chiesto nel 2011 proprio per la campagna di sensibilizzazione. Tutte questioni in attesa di legittimi chiarimenti.

lunedì 16 settembre 2013

ECO BONUS ANCHE PER TUSCANIA: FACCIAMO UN PO' DI CHIAREZZA



In merito alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da esponenti provinciali del Pd e dal nostro sindaco riguardo i paesi beneficiari degli eco bonus classificati in categoria sismica dal decreto recentemente approvato dal governo, riteniamo doveroso fare un po’ di chiarezza e soprattutto comunicare che Tuscania vi rientra di diritto.

Ma ricostruiamo i fatti. Il 1 Agosto 2013 viene approvato al Senato e convertito in legge il decreto sugli eco bonus (Legge n. 90/2013) riguardante l’efficienza energetica e le ristrutturazioni edilizie. In esso sono contenuti anche degli articoli che prorogano al 31 dicembre 2013 la detrazione del 65% delle spese per il consolidamento antisismico su prime case e capannoni nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2). In seguito all’approvazione del decreto, il Pd provinciale, nella persona dell’onorevole Mazzoli, tramite giornali locali comunica la propria soddisfazione per essere riusciti a far rientrare 32 paesi sui 60 della Tuscia nella lista dei comuni beneficiari degli incentivi per le ristrutturazione degli immobili. A corredo della notizia compare un elenco nel quale non figura Tuscania. Di qui, sempre a mezzo stampa, la richiesta di spiegazioni del sindaco Natali al Pd locale sulla mancata inclusione della nostra cittadina, sebbene terremotata.

A distanza di più di un mese non sono stati dati chiarimenti né dalla sezione locale del Pd né tantomeno dal nostro primo cittadino. Per questo motivo abbiamo voluto approfondire la questione e anche grazie alla nostra portavoce in Regione Silvia Blasi siamo risaliti al
reale elenco, contenuto nella DGR n. 387 recante "Nuova Classificazione Sismica della Regione Lazio", delle zone classificate come sismiche.
I comuni in fascia 2 sono 39 e non 32 come sostenuto dal Pd Provinciale e tra questi è presente anche Tuscania che proprio con questa nuova classificazione è passata dalla Zona 3 alla Zona 2, come confermato dagli uffici preposti. 

Una buonissima notizia per tutte le imprese di costruzione e gli artigiani del settore che rappresentano il tessuto economico locale. Un’ottima opportunità per tutti i tuscanesi che intendono riqualificare i propri immobili con un occhio alla sicurezza e l’altro al portafoglio.

Ancora una volta la nostra classe politica ha preferito fare inutili proclami senza accertarsi accuratamente delle proprie affermazioni. Avere dei riscontri su questa vicenda non era difficile, gli atti sono pubblici e visionabili da chiunque, ma evidentemente per qualcuno non era così importante quanto il proprio autocompiacimento.


sabato 7 settembre 2013

GLI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE TUSCANIA RISPONDONO AL SINDACO SUL TEMA ARSENICO

In merito all’entrata in funzione del primo dearsenificatore in località Cerquette ci spiace dover rispondere al comunicato del Sindaco Natali perché, forse preso dalla troppa foga nel replicare, non ha ben letto le nostre considerazioni ed ha fatto un po’ di confusione. Innanzitutto rispediamo al mittente l’accusa rivolta alla nostra portavoce in Regione Silvia Blasi di aver detto cose non vere sulla effettiva situazione dell’impianto: le informazioni pubblicate sul nostro blog provengono direttamente dal RUP che si è occupato della struttura fin dal principio. Se il nostro primo cittadino vuole smentire un’azione svolta dai tecnici regionali il 3 settembre può farlo benissimo, ma lascia il tempo che trova. Oltretutto la nostra comunicazione, da sempre volta ad informare i cittadini senza campanilismi di sorta, poteva essere apprezzata da questa amministrazione poiché rimarcavamo il fatto che il Comune effettuando il pagamento per la richiesta di variazione di potenza elettrica all’Enel aveva ottemperato ai propri compiti, cosa messa in dubbio da precedenti comunicati di altre forze politiche. Le nostre non erano accuse bensì ipotesi in attesa di conferme o smentite. Infatti se il Comune sta ancora aspettando l’aumento di potenza e il conseguente allaccio alla rete elettrica perché non ha preso le dovute misure previste dalla normativa e non ha nel frattempo informato la cittadinanza in merito?


Ci fa piacere invece che il Sindaco faccia riferimento alla risposta data attraverso la sezione “L’amministrazione risponde”: maggiori informazioni erano state richieste proprio da noi tramite una segnalazione inoltrata il 12 luglio scorso (come pubblicato sul nostro blog) ma mai apparsa sul sito istituzionale. Un po’ più di chiarezza si è avuta con la risposta a cui egli si riferisce solo perché chiamato nuovamente in causa da un’altra domanda sulla questione dearsenificatore. Ciò sta ad evidenziare che la divulgazione di notizie inerenti il tema arsenico non sia stata una priorità per questa giunta. Ricordiamo infatti che l’unica conferenza svoltasi a Tuscania, alla quale tutta l’amministrazione fu invitata invano, fu organizzata dal gruppo locale del Movimento 5 Stelle per portare maggiore consapevolezza a tutti quei cittadini che dal primo gennaio 2013 si trovavano con un acqua non più potabile. Inoltre se lamentiamo poca trasparenza nella comunicazione del Comune è perché nei fatti abbiamo avuto la riprova. Lo dimostrano i continui ostacoli postici per effettuare le riprese dei consigli comunali (mancanza di un apposito regolamento, non volontà da parte dell’amministrazione stessa di effettuare le riprese), l’opacità che da mesi facciamo notare riguardo le commissioni consiliari e la carenza di informazione su temi che toccano quotidianamente la cittadinanza come la raccolta differenziata. Facciamo questa battaglia perché crediamo che i cittadini vogliano conoscere la realtà dei fatti, a dimostrarlo sono il numero delle visualizzazioni delle riprese delle sedute consiliari.

giovedì 5 settembre 2013

MESSA IN FUNZIONE DEL PRIMO DEARSENIFICATORE: DAL COMUNE ANCORA NESSUNA INFORMAZIONE

In seguito ai ripetuti ritardi riguardanti l’installazione e la messa in funzione del primo dearsenificatore in località Cerquette (QUI tutti gli articoli inerenti al tema arsenico), tramite la nostra Portavoce in Regione Silvia Blasi, abbiamo sentito gli uffici preposti. Gli stessi ci hanno aggiornato sulla attuale situazione comunicandoci che dopo l’ultimazione dei lavori dei primi di agosto si è conclusa anche l’operazione di lavaggio dei filtri. Nel pomeriggio del 3 settembre è terminato con successo il collaudo che ha visto un’ispezione degli stessi tecnici regionali. Il Comune di Tuscania, secondo quanto riferito, si è occupato di effettuare il pagamento per la richiesta di variazione di potenza elettrica da far pervenire all’Enel per incrementare la potenza di fornitura. Tuttavia da nostri sopralluoghi all'impianto abbiamo potuto notare che il gruppo elettrogeno fornito dalla Regione è ancora presente ed è funzionante a fasi alterne.

Ora le nostre ipotesi, che speriamo verranno fugate quanto prima da chi di dovere, sono due:
  • O l’operazione di allaccio alla rete elettrica è stata eseguita, ma a causa di problematiche a noi sconosciute forse è ancora richiesta l’attivazione in alcune ore del giorno del gruppo elettrogeno.
  • Oppure la richiesta di variazione di potenza elettrica non è ancora stata portata a termine dall’Enel e si è valutato di attendere il compimento dell’iter prima di comunicare l’avvio dell’impianto.

In entrambe le circostanze abbiamo dei dubbi da sollevare. Nel primo caso ci meravigliamo di come l’amministrazione continui con questo atteggiamento poco trasparente nei confronti dei cittadini che da mesi aspettano informazioni su un tema così importante. Nel secondo caso invece crediamo che il Comune debba farsi sentire nei confronti del fornitore di energia elettrica: il distributore ha dei tempi prefissati dalla normativa entro i quali deve completare l’iter di incremento di potenza. Più precisamente, come si può vedere anche sul sito dell’Autorità dell’Energia:

Il distributore deve aumentare la potenza entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta quando non è necessario intervenire sul gruppo di misura. Negli altri casi, il preventivo viene fatto all'utente al momento della richiesta (entro 20 gg).

Nel preventivo sono indicati i tempi di esecuzione del lavoro:
·        se semplice, entro 15 gg;
·        se complesso, indicato nel preventivo stesso.

Se l'aumento della potenza con interventi limitati al contatore avviene oltre il tempo previsto per responsabilità del distributore, il cliente deve ricevere un indennizzo automatico di 35 € per variazioni realizzate entro il doppio del tempo previsto, di 70 € entro il triplo del tempo previsto e di 105 € oltre il triplo del tempo previsto.

martedì 3 settembre 2013

TARES: A COSA SERVONO LE COMMISSIONI CONSILIARI?

In merito alla scelta di aumentare la distanza nella perimetrazione delle zone non servite dai servizi viene da chiederci a cosa servano le commissioni consiliari. Questo argomento andava trattato e discusso trovando una mediazione tra i vari componenti del Consiglio Comunale. Invece cosa è stato fatto? E' stata portata in seduta una decisione di cui gli stessi appartenenti all'opposizione non sembravano molto a conoscenza. Ci chiediamo se in commissione siano state tentate strade alternative, magari trovando un accordo e dimezzando la distanza. I 3 km ci sembrano un’esagerazione e un'anomalia rispetto gli altri Comuni.

Inoltre va ricordato che anche la Corte di Cassazione si è espressa su tale tematica con la sentenza n. 6312/2005 decidendo definitivamente sulla vertenza tra un Comune lombardo ed un utente. Interpretando il decreto legislativo n.507/1993 la suprema corte ha sentenziato che il cittadino deve avere la concreta possibilità di usufruire del servizio di raccolta dei rifiuti, altrimenti si applica l’articolo 59, comma secondo, del suddetto decreto legislativo in base al quale “la tassa è dovuta in misura non superiore al 40 per cento, da determinare in relazione alla distanza del più vicino punto di raccolta”. La sentenza, ovviamente, precisa anche che il Comune deve emanare un “regolamento del servizio di nettezza urbana” nel quale devono essere stabiliti i limiti della zona di raccolta obbligatoria e le distanze massime di collocazione dei cassonetti.

Per questo pensiamo che in commissione, sfruttando appieno gli strumenti democratici di un ente locale, si poteva fare molto di più per non creare discriminazioni tra cittadini e antipatiche classificazioni tra utenti di fascia A e di fascia B. Naturalmente se le commissioni consiliari fossero rese pubbliche, come stabilisce la legge, o tantomeno venissero pubblicati i verbali delle riunioni, ai quali molto spesso i nostri rappresentanti in Consiglio si appellano, sapremmo realmente come sono andate le cose

Continueremo ad evidenziare (come già fatto più volte) questa anomalia tutta tuscanese perché i cittadini hanno il diritto di sapere se i propri rappresentanti fanno il loro dovere.